La mia esperienza con il WSET

Vi racconto perché ho scelto il programma Wine and Spirit Education Trust.

Sono tante le ragioni che spingono a intraprendere un percorso di studio nel mondo del vino, e anche l’offerta formativa è abbastanza ampia, per chi si informa.
Nella mia città, Palermo, il primato è sicuramente dell’AIS Associazione Italiana Sommelier: la maggior parte delle persone che si approcciano al vino, quando decide di farlo più o meno sul serio e, quindi, di volerne capire davvero qualcosa, sceglie loro, sceglie Ais. Tanto di cappello ovviamente! È un bellissimo percorso.

Per quanto mi riguarda, trovare il percorso adatto a me ha richiesto, in realtà, un po’ di tempo. Dopo diversi mesi di lavoro in cantina, sentivo davvero il bisogno di fare un po’ di ordine tra tutte le parole e i concetti che stavo acquisendo, ma che roteavano disordinatamente nel mio cervello. Dovevo quindi scegliere un percorso che mi insegnasse un metodo di degustazione, mi aiutasse a creare una struttura mentale in cui inserire tutte le nozioni imparate e da cui partire per approfondire man mano le mie conoscenze. E, sopratutto, volevo scoprire il mondo del vino nella sua totalità: volevo conoscere ciò che bevevano in Argentina, in Sud Africa, ma anche in Europa o in Australia. Inoltre, condividendo già da un po’ le mie esperienze nel mondo del vino su Instagram e facendolo in inglese, mi sembrava naturale scegliere un percorso in questa lingua.

Dopo tanto cercare, mi imbatto nel WSET e posso dire che è stato amore a prima vista. Gli altri percorsi sono tutti validi e interessanti, ma questo è sicuramente il più adatto a me, al mio stile e al mio modo di vedere.
Cercherò di essere sintetica, anche se ci sarebbe parecchio da dire.

Per iniziare decido di iscrivermi al primo livello in lingua inglese. Sembra scontato ma in realtà non lo è, perché, non essendoci propedeuticità, molti preferiscono iniziare il programma dal secondo livello.
Ma io non scelgo mai le strade più facili e, infatti, decido di andare a fare il livello a Verona con la Wine.me School.

Insomma, Verona stupenda. Il primo livello mi apre un mondo: perché questo programma, ormai standard internazionale nell’educazione su vini e distillati, ha un approccio molto diverso dagli altri percorsi di studio. Utilizza un linguaggio univoco, molto diretto e guarda ai vini di tutto il mondo, non solo all’Italia.
Il WSET si basa sull’approccio sistematico alla degustazione (SAT ®️), unico nel suo genere!

Immaginate di partecipare a una degustazione in un’altra parte del mondo, e con winelover che parlano un’altra lingua…non è assolutamente facile utilizzare termini tecnici univoci e comprendersi pienamente parlando sia di vini che si conoscono che di vini di cui non si è mai sentito parlare! Conoscendo il SAT, e grazie al percorso WSET, la comunicazione e la condivisione di idee durante una degustazione sarà molto più naturale ed efficace.
È un percorso che ti permette di comprendere come e cosa bevono in altre parti del mondo; questo può facilitare il racconto di un vino, che si tratti del proprio vino o di vini della propria regione (come nel mio caso) o, più semplicemente, di un vino di cui si vogliono condividere le peculiarità.

Tutto questo mi ha spinto a portare i corsi WSET nella mia città. Non potevano non esserci.
Successivamente, lo scorso novembre, ho conseguito il WSET 2 level Award in Wine&Spirit; adesso sto già studiando per il terzo, e vi posso assicurare che il percorso diventa sempre più interessante e approfondito.

Se siete anche voi WSET addicted e cercate un compagno di degustazioni, contate su di me! Il confronto è sempre bello e stimolante.

Se invece, pensate di intraprendere questo percorso e avete domande o dubbi, scrivetemi. Sarò felice di rispondervi!

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4 commenti su “La mia esperienza con il WSET”