Tenuta Rapitalà – la cantina nel cuore

Non posso che dedicare uno dei primi post di questo blog alla Cantina siciliana dove ho mosso i miei primi passi nel mondo del vino.
Sto parlando di Tenuta Rapitalà, una delle più grandi e strutturate cantine siciliane.

Immense distese di vigneti sfoggiano il loro rigore su colline che si estendono tra i 300 ed i 600 mt s.l.m., tra gli areali di Camporeale ed Alcamo. Per la precisione, siamo nel cuore dell’Alcamo Classico DOC. Patria per eccellenza del vitigno autoctono siciliano a bacca bianca, il Catarratto.
Qui i vigneti favorevolmente baciati dal sole, sembrano scintillare tutto l’anno.

La grande vocazione alla viticoltura di questo territorio è ben nota, e lo stesso nome della Tenuta lo ricorda. Rapitalà è il nome della Contrada in cui è situata la cantina ed ha origini molto antiche. Da Rabidh-Allah ossia casale, giardini o fiume di Allah (non si è giunti ad un significato definitivo)-  un dettaglio rilevante che evoca anche lo stretto legame della Sicilia con la cultura araba.

 

La creazione di Rapitalà è frutto di una storia davvero romantica. La storia di un uomo francese e di una donna siciliana che, incontratisi in Francia, si sono innamorati e hanno creato insieme un pezzo di storia della viticoltura siciliana.

La Tenuta Rapitalà è stata infatti fondata a fine anni ’60 dal Conte Hugues Bernard de la Gatinais e sua moglie, la Contessa Gigi Guarrasi, a seguito del terremoto della Valle del Belice.

Una cantina dalla doppia anima siculo-francese, che ha interpretato e raccontato il territorio valorizzando questo connubio. Fin dall’inizio sono state coltivate sia le varietà autoctone come Nero d’Avola, Grillo e Catarratto, che le varietà di origine francese, come Cabernet Sauvignon, Pinot Noir, Syrah, Chardonnay, Sauvignon Blanc ecc.

Sono stati tra i pionieri nel credere che anche da varietà alloctone si potevano ottenere in Sicilia risultati importanti.

Oggi, Rapitalà fa parte della rosa di Cantine del Gruppo Italiano Vini, primo gruppo a livello nazionale per produzione e commercializzazione di vini.

 

Parlando dei vini…
La cantina è molto forte nella GDO, questo è risaputo. Ma le loro linee dedicate al canale horeca sono le più interessanti, e quelle che, a parer mio, raccontano meglio Rapitalà.

 

L’attenzione alla qualità e alla territorialità è al centro del lavoro della Cantina. I loro vini ci raccontano il territorio, l’espressione delle varietà francesi in Sicilia e la visione della famiglia de la Gatinais.

Qui vi parlo dei miei vini preferiti.

Il mio primo amore, pima di entrare in cantina, è stato il Bouquet, blend di Grillo, Sauvignon Blanc e Viogner, molto fresco, piacevolmente aromatico, ottimo compagno per spaghetti alle triglie, cruditè di pesce o salumi e formaggi. Per chi si approccia al vino è sicuramente un ottimo inizio.
Poi, una volta respirata l’aria di cantina, ho avuto un colpo di fulmine per il loro Alto Nero d’Avola Sicilia DOC. Il vigneto si trova nella parte più alta della tenuta, a 550 mt. s.l.m., da cui viene fuori, a seguito di un periodo di affinamento di 13 mesi tra barrique e botti grandi, un nero d’avola molto elegante, in cui si alternano armonicamente frutti di bosco e spezie.

 

Della stessa linea, i Mosaici, non posso non menzionare il Vigna Casalj Alcamo Classico DOC. Il vino prende il nome dall’antico nome della tenuta Casalj Rabitallavi. E, oltre a raccontarci la storia, ci racconta anche l’espressione del Catarratto nel suo territorio di elezione. Il Vigna Casalj è un vino di ottima beva e freschezza, che esprime sentori di macchia mediterranea, fiori e frutta come pera e mela verde.

Ma parliamo dei loro Syrah: il Nadir Syrah Sicilia DOC ed il Solinero Syrah Terre siciliane IGT, frutto di una selezione di un vigneto di 3 ettari. In questo territorio, il Syrah ha un’espressione davvero straordinaria. Si potrebbe quasi considerare un autoctono per quanto è a suo agio. Ed entrambi questi vini ne sono la prova, ma di questo riparlerò perché merita uno spazio dedicato.

 

E poi ci sono due vini, importanti, entrambi distinti dai sigilli della casata de la Gatinais. Sto parlando del Grand Cru, lo Chardonnay in purezza con affinamento in botti grandi, E dell’Hugonis, il blend di Nero d’Avola e Cabernet Sauvignon di grande stoffa e potenza.

In Sicilia, Rapitalà è senza dubbio una cantina da conoscere. Per me questo è il paradiso, il luogo dove la mia passione per il vino è esplosa. Conservo ricordi bellissimi e la considero come casa ormai. E se deciderete di visitarla, vi assicuro che sarete trattati così bene da sentirvi anche voi un po’ a casa vostra.

 

Per saperne di più visitate il loro sito cliccando qui.

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