Scoprendo Tornatore e i suoi Etna DOC

Quando assaggi i vini di una cantina che diventano tra i tuoi preferiti, non ti resta che andare a conoscere quella realtà, chi produce e, sopratutto, dove e come vengono prodotti quei vini che diventano compagni dei tuoi momenti di convivialità.

Così, recentemente sono andata a visitare l’Azienda Agricola Tornatore, grazie all’attenta guida della simpatica e preparatissima Federica, che mi ha portato alla scoperta della cantina e della sua storia.

 

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Siamo sul versante Nord dell’Etna, a Castiglione di Sicilia, dove un grande imprenditore etneo appassionato e fortemente legato alla sua terra, ha dato vita al proprio sogno. Sto parlando di Francesco Tornatore, che, dopo una lunga storia di successi imprenditoriali nell’industria elettronica ed elettromeccanica, ha voluto dare seguito alla tradizione agricola della sua famiglia, creando ciò che noi conosciamo oggi come i vini di Tornatore.

La tradizione della famiglia Tornatore nella coltivazione della vite sull’Etna ha, infatti, origini molto antiche, risalendo al 1865 e proseguendo con la costruzione di una casa con palmento nel 1910.

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Una delle scoperte che mi hanno colpito particolarmente durante la visita è stato vedere le vecchie bottiglie di Etna Rosso ed Etna Bianco, che il Cavaliere Tornatore produceva inizialmente per il suo piacere e per quello dei propri amici. Solo successivamente la produzione è stata destinata al pubblico, ricevendo negli anni tantissimi premi dalle personalità più illustri del settore, specialmente a livello internazionale.

La cantina, di recente costruzione, è molto grande e davvero moderna; dotata di una bottaia che a loro piace chiamare “l’università”, dove il vino acquista complessità e matura. Mentre nell’area “liceo” avviene la fermentazione sia in acciao che in cemento.

Ma parliamo del territorio! 

I vigneti dell’Azienda Tornatore si estendono su 60 ha, a un altitudine che va dai 550 ai 700 metri s.l.m., e ricadono nelle otto Contrade nel Comune di Castiglione: Trimarchisa, Bragaseggi, Pietramarina, Torre Guarino, Piano dei Daini, Pietrarizzo, Zottorinottoe Malpasso, di cui vi parlerò a breve durante la degustazione.

 

In alcune zone, i vigneti sono frutto di un grande investimento e di un importante lavoro umano. Dove prima c’era roccia, oggi c’è terra e 4 mila metri quadri di muretti a secco che fanno ormai parte del patrimonio etneo riconosciuto dall’UNESCO.

Iniziamo la degustazione con il Valdemone 2016, il loro Spumante Brut da uve nerello mascalese vinificato in bianco, prodotto secondo il Metodo Charmat. Dal colore giallo paglierino pallido con riflessi verdognoli, perlage abbastanza fine e persistente. Al naso aromi di media intensità di mela verde, fiori bianchi, aneto e pesca bianca. Il sorso è fresco, fragrante, leggero e di media persistenza.

Continuiamo con il loro Etna Bianco DOC 2018, dall’ottimo rapporto qualità prezzo. 100% Carricante proveniente dai vigneti di diverse Contrade. Dal brillante colore giallo paglierino, al naso è giovane e dalla buona intensità di sentori erbacei, fiori bianchi, scorza di limone e pietra focaia. In bocca si caratterizza per freschezza e bevibilità, equilibrato e moderatamente persistente.

Il loro Cru tra i bianchi è il Pietrarizzo 2017 – Etna Bianco DOC, da uve Carricante e Catarratto (2%) dell’omonima Contrada. Affina in botti da 50hl per 5 mesi e 3 mesi in bottiglia. Un vino elegante, piuttosto intenso al naso con sentori di albicocca, scorza d’arancia, tostatura. In bocca è fresco e piacevolmente sapido, dal finale di buona persistenza.

Davvero delizioso e fresco l’Etna Rosato DOC 2017, 100% Nerello Mascalese, si alternano more, ciliegie, uva spina, papaya, pietra focaia e note caramellate. Un rosato di medio corpo, deciso e dal finale abbastanza persistente e fruttato.

Nell’Etna Rosso DOC 2017, che affina 6 mesi in botti da 50hl, troviamo un naso delicato dove spiccano sentori balsamici e di ciliegia. In bocca è fresco, di buon corpo, con tannini abbastanza morbidi e dal finale speziato.

 

Dalla Contrada Pietrarizzo a 700 metri s.l.m. Tornatore ci regala un altro cru, sta volta in rosso da uve 100% Nerello Mascalese. Affinamento di un anno in botti da 25 hl e 3 mesi in bottiglia. Il Pietrarizzo Etna Rosso DOC 2017 ha un naso elegante, con note affumicate, e sentori di lampone ed eucalipto. I tannini sono fitti e ben integrati, ottima corrispondenza gusto-olfattiva con predominanza di frutta rossa, minerale, lungo e affascinante.

E per finire il Trimarchisa 2016 – Etna Rosso DOC – Nerello Mascalese e un pizzico di Nerello Cappuccio (5%) dall’omonima Contrada coltivato ad un altitudine di 400-500 mt. Dopo un affinamento di 18 mesi in botti da 25 hl prosegue la maturazione in bottiglia per 6 mesi. Al naso predomina un’anima floreale e di frutti rossi di grande eleganza. Al palato è deciso, armonioso e di buona sapidità con tannini levigati, dal lungo finale di spezie dolci.

Per saperne di più Tornatorewine.com

Cheers!

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