Vi racconto la mia visita a Palmento Costanzo

Passeggiando su un prato, circondata da viti che danzano sulle magnifiche terrazze secolari di pietre laviche unite a secco, alle mie spalle la modernissima cantina e di fronte la maestosa Etna ancora innevata: è questa l’immagine che custodisco nella mia mente della visita alla Cantina Palmento Costanzo.

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Siamo …. 37° 52’ 00” N – 15° 01’ 41” E (le coordinate geografiche della Tenuta che ritroverete su alcune delle loro etichette) sul versante nord dell’Etna, in Contrada Santo Spirito, nel Comune di Castiglione di Sicilia. Qui la Famiglia Costanzo ci racconta il territorio e la tradizione in chiave moderna, giovane ed elegante.

I vigneti, di circa 14 ettari, posti tra i 650 ed i 780 metri s.l.m., sono coltivati secondo i dettami della viticoltura biologica. Sulle terrazze etnee ci sono vigne di tutte le età, dai 5 ai 100 anni, e qualcuna anche prefillossera, tutte coltivate ad alberello etneo sorrette da pali di castagno. Sono un vero spettacolo!

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Anche in cantina c’è grande attenzione verso l’ambiente. Nella Tenuta era presente un antico Palmento che è stato recuperato e ristrutturato secondo i principi della bioarchitettura e nel rispetto del tradizionale processo di vinificazione a caduta, mantenendo così la struttura originaria. La cantina, interamente in pietra lavica, è un bell’esempio di architettura e consente il naturale controllo della temperatura.

Modernità e attenzione all’innovazione si ritrovano anche nell’equipaggiamento della Cantina. È stato infatti molto interessante scoprire Ovum, le botti in legno a forma di uovo, che, sicuramente belle esteticamente, hanno un’importante funzione perchè favoriscono il batonnage “naturale”, ovvero l’operazione di rimescolamento del vino durante l’affinamento sulle fecce nobili. La loro particolare forma crea un moto convettivo tra la parte superiore e quella interiore, consentendo un’ottimale dissoluzione delle sostanze nel vino e una sua conseguente migliore maturazione. In questo caso, quindi, a differenza delle barrique, non è necessario intervenire manualmente per rimescolare le fecce perché questo processo avviene naturalmente.

Tornando alla visita, durante la degustazione con vista vigneti sui secolari terrazzamenti, ho assaggiato tutti i loro vini che, come adesso vi racconto, parlano del vulcano e del territorio anche attraverso l’etichetta.

Di grande spessore il loro cru, il vino di contrada, Il Contrada Santo Spirito 2015 Etna Rosso DOC: penetranti note di ciliegie, rose secche ed eucalipto, al palato è abbastanza corposo, tannini fitti ma ben integrati. Il sorso si contraddistingue anche per freschezza, mineralità e un lungo finale di spezie dolci.

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I due vini della linea “di sei”, un bianco e un rosso, sono frutto di una selezione dalle viti più vecchie, tra gli 80 ed i 120 anni. Ed il nome? In onore dell’Etna che è il sesto vulcano più attivo del pianeta.

Il Rosso di Sei 2015 Etna Rosso DOC è il primo nato della Cantina Palmento Costanzo (la prima annata nel 2011). Al naso mostra una certa complessità e intensità di sentori di lamponi, rosa, caffè e cacao e un piacevole carattere minerale e a tratti terroso. Al palato è deciso e di buona struttura, persistente e con un piacevole finale speziato.

Bianco di Sei 2018 Etna Bianco DOC ha un naso articolato di pesca e agrumi, timo e salvia e un pizzico di idrocarburi. Il sorso è fresco, abbastanza pieno e minerale, con un finale piuttosto persistente.

La linea Classica è la linea Mofete, selezione dalle vigne più giovani. Anche in questo caso il nome ci parla del vulcano, mofete sono infatti le ultime manifestazioni gassose di un’eruzione vulcanica.

Un rosato sicuramente da non perdere quest’estate è il Mofete Rosato 2018 Etna Rosato DOC. Fresco e dagli intensi sentori di scorza d’arancia, ciliegia, lamponi, fragole, erba tagliata e fiori bianchi. Un rosato di buona struttura da bere oggi ma anche fra qualche tempo con soddisfazione.

Il Mofete Rosso 2016 Etna Rosso DOC dal bouquet di ciliegie, prugne e cannella. Moderatamente tannico, fresco e con un piacevole finale speziato.

Il Mofete Bianco 2018 Etna Bianco DOC è leggero, fresco e con piacevoli note di pesca bianca e fiori.

L’attenzione alla qualità e alla cura dei dettagli contraddistinguono Palmento Costanzo. Specialmente nella linea “di sei” e nel vino di contrada, è possibile “sentire” un po’ di Etna anche nelle etichette. Di cosa sto parlando? Assaggiate i vini e fate attenzione ai dettagli!

Cheers!

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