Dei Principi Di Spadafora: seguendo il ritmo della natura

Una storia di principi agricoli, di vino e sostenibilità, di una visione da portare avanti nel rispetto dei tempi e bisogni della natura, piuttosto che seguendo la velocità del mercato. Una storia che racconta di chi riesce a racchiudere il territorio in bottiglia. È la storia dell’azienda Dei Principi Di Spadafora sui dolci pendii della Contrada Virzì, comune di Monreale, in provincia di Palermo.

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Incontrare Francesco Spadafora e sua figlia Enrica, è stata un’opportunità per iniziare a conoscere davvero questa realtà, e scoprirne il valore e l’impegno nel coltivare e raccontare la loro idea di vino.

Di nobili natali, la famiglia Spadafora inizia il suo percorso nel vino a fine anni ’80, quando Don Pietro fonda l’azienda agricola dopo aver ereditato la tenuta dallo zio Michele De Stefani. Ad imbottigliare il primo vino – nel 1993 – è il figlio Francesco, attuale proprietario, che cura i suoi 100 ettari di vigneto con l’attenzione che si dedicherebbe a soli 2 ettari.

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Un principe agricoltore che, durante la visita, ci trasmette ad ogni parola il suo forte legale con la terra e con questa tenuta che considera casa. Perché effettivamente per lui è casa, vive qui ogni giorno. Un legame che sembra quasi spirituale e che gli permette di seguire costantemente ogni evoluzione della natura circostante, delle sue vigne e dei suoi vini.

Essere agricoli significa avere una relazione particolare con la terra. – racconta Francesco Spadafora – Significa immedesimarsi nella fatica della pianta nel rigenerarsi; conoscere il luogo, trovare il terreno, l’esposizione e l’altitudine adatte per la pianta”. Questo il punto di partenza che lo porta a produrre dei vini fortemente riconoscibili.

Ma il principe non è solo questo – se già non fosse abbastanza – è anche un bravo chef, che ci ha deliziato con gustosi piatti, rivisitazioni di ricette tradizionali e azzeccati abbinamenti cibo – vino.

Tutta l’azienda è in regime biologico, ed è condotta secondo una filosofia ben definita, come ci racconta Enrica Spadafora: “la nostra filosofia può essere sintetizzata in una breve frase – less is more – utilizziamo esclusivamente prodotti naturali e vinifichiamo senza l’utilizzo di solforosa. I nostri vini sono figli di lieviti prodotti dalle stesse uve. Tutto questo favorisce lo sviluppo degli aromi tipici di ciascuna uva e così dei vini che siano espressione del territorio. Anche quello che mangeremo oggi rispetta la nostra idea di sostenibilità, in parte i prodotti provengono dal nostro orto”.

Iniziamo con un antipasto delicato di crema di cipolla, noccioline americane, un filo d’olio di Kiki e una polpettina di zucca. Accompagnato dal Metodo classico nature “Enrica Spadafora” da uve Grillo, affinato 42 mesi sui lieviti. Naso di fiori bianchi, frutta secca, pesca e lime. Al palato è fresco e cremoso, di buona struttura e persistenza.

A seguire caponata di pasta o pasta alla caponata, splendidamente abbinata al Sirikì bianco 2015. Per me è stato una bella scoperta. Un macerato da uve Grillo che sprigiona sentori di fiori secchi, albicocca disidratata, mela cotogna, biscotto e violette. Sorso snello, fresco e dalla piacevole sapidità. Leggermente tannico e di media persistenza.

 

Filetto di sgombro e maggiorana abbinato al misterioso Principe N 2017. Ciliegia, lampone, marzapane, rosa, cannella e scorza d’arancia così si presenta questo Nero d’Avola in purezza. In bocca è fresco, dal tannino morbido e di media persistenza.

Deliziosa tartare di scottona con straccetti, insieme allo Schietto Nero d’Avola 2013 (50% affinato in botte). Naso intenso di more, viola e pepe nero. Bella acidità, tannino fitto e ben integrato. Ottimo equilibrio e persistenza.

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Finale inaspettato con uovo all’occhio di bue e bottarga grattugiata, abbinato al Syrah Siriki 2014. Frutta rossa e spezie, per un rosso fresco e dal tannino presente, ma ben levigato.

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Questi sono solo alcuni dei vini prodotti in questa terra generosa, la terra di Virzì.

Resta solo di andare a scoprirli di persona. E presto sarà anche possibile vivere l’azienda! È infatti in atto l’avvio di un progetto di enoturismo. Progetto già iniziato con la ristrutturazione di piccoli appartamenti che una volta erano le case dei mezzadri. Piccoli appartamenti rustici con vista vigna: un’imperdibile e bucolica fuga dalla città!

 

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