Stefano Amerighi si racconta dall’annata 2006

Il bello di certi vini di territorio è il loro potere di essere catalizzatori di storie. Storie di una cultura, di un piccolo luogo, di persone, storie di vita che finiscono per imprimersi nella mente di chi assaggia. Ma non è sempre così facile. Ho trovato questa straordinaria capacità nelle Syrah di Stefano Amerighi, appassionato narratore, lo scorso 18 febbraio alle pendici dell’Etna. Eh sì, neanche io me lo aspettavo.

È stata un’occasione preziosa, quella di partecipare alla degustazione verticale, anzi doppia verticale direi, delle due interpretazioni del Cortona Syrah Doc del brillante vignaiolo Stefano Amerighi, presso la Locanda Don Uzzo di Aci Sant’Antonio, in provincia di Catania, sul versante sud-est dell’Etna.

Stefano Amerighi, con la grande naturalezza di chi ha piena consapevolezza di sé e delle proprie scelte, ci ha fatto ripercorrere insieme a lui gli ultimi quindici anni della sua vita, confidandoci che – per lui – ri-assaggiare i suoi vini è come “mettersi a nudo”. Dal 2006 al 2016: quattro le annate del Syrah “classico”, e quattro le annate del Syrah Apice, a partire dalla 2011, che abbiamo degustato ascoltando le parole di Stefano: dalle prime importanti difficoltà di produrre un vino che avesse il suo stile con metodi alternativi alla chimica, ad un vignaiolo maturo con un progetto viticolo più grande.

Un vignaiolo fuori dal comune è Stefano Amerighi, e così è stata anche la degustazione in questione. Si è parlato tanto di vino, certamente, ma tanto anche di vita, sacrifici, territorio e persone, soprattutto di persone. Tutte quelle persone che hanno lasciato un segno nel suo percorso da vignaiolo.

Per un appassionato di vino, con una certa sensibilità, può esserci un incontro più entusiasmante, di quello con un produttore che si racconta con grande spontaneità e, che degustando i propri vini ti dà un senso ad ogni piccolo dettaglio? No, non credo. E poi, diciamolo, parliamo di un Syrah italiano a cui si può (si deve) mettere davanti un bell’articolo determinativo.

Per l’avvicinamento di Stefano Amerighi al vino dobbiamo ringraziare i suoi due nonni, che indirettamente lo hanno ispirato ad intraprendere questa strada. Oltre dieci anni di assaggi di vini dal mondo, specialmente dalla Francia, lo hanno portato a sviluppare un palato maturo e delle idee su ciò che voleva produrre. Dalla vigna di famiglia a Poggiobello di Farneta, in Cortona, il suo intento era quello di produrre un vino senza l’utilizzo della chimica, nel rispetto della natura e dei suoli, secondo la filosofia biodinamica, intento in cui poi è riuscito in pieno. Così, iniziano la ricerca, le sperimentazioni, i sacrifici e i contrasti in famiglia. Ci racconta: “i primi anni la mia vita è stata totalmente sacrificata alla vigna. Avevo fatto un patto con mio padre, mi sarei dato un tempo e se non fossi riuscito, sarei stato pronto a fare un passo indietro, e seguire le idee di mio padre di produrre, come tutti gli altri, in convenzionale”.

Le difficoltà e la tensione degli inizi, si percepiscono tutte nella sua prima annata, la 2006 della Cortona Syrah Doc. Un vino che racconta una gioventù in vigna e in cantina.

Rosso rubino di media intensità con riflessi aranciati. Complesso, dove emergono dapprima note di pepe nero, prugna e fiori scuri secchi. Poi si fanno spazio note speziate, legno bruciato ed eucalipto. In bocca non lascia spazio ad altri pensieri, è deciso e prepotente. Vibrante, molto concentrato. Sorso caldo, lungo e dalla speziatura marcata.

Ai suoi vigneti di Syrah classico, Stefano si rivolge come a tanti colori su una tavolozza da mettere in opera. Infatti, sono circa 30, oggi, le vendemmie effettuate, tante quante sono le parcelle di Syrah. Raccolta a mano, pigiatura con i piedi, micro vinificazioni, affinamento separato delle singole parcelle per 18 mesi esclusivamente in botti per le prime annate, e poi, attualmente, il 70% è affinato in cemento. Nel tempo le scelte produttive sono cambiate: dal grappolo diraspato nell’annata 2006, al grappolo intero nell’ultima annata, la 2016. Anche la durata delle macerazioni è aumentato dalla prima annata: da 15 giorni agli attuali 45 giorni. Poi segue un anno di affinamento in bottiglia.

Continuando la degustazione della Cortona Syrah Doc, l’annata 2014 coincide con l’arrivo delle Chianine in azienda. Annata fredda e difficile, ma con un certo fascino al calice. L’idea alla base è sempre stata quella di assecondare le attitudini dell’annata, per farla esprimere al meglio, senza alcuna correzione.

Rosso rubino di media intensità. Animale e terroso. Frutta rossa, cuoio e cioccolato fondente. Sorso pieno, sapido, con una chiusura di spezia amara ben equilibrata. Ritorna il frutto, il finale è di media lunghezza e saporito.

Per ciascuna annata, Stefano ci racconta delle persone che lo hanno accompagnato. Le descrive, e poi ritrova quelle stesse caratteristiche nel vino. Approcciarsi al vino da questo punto di vista è travolgente e denso di significato. È così scontato probabilmente che donne e uomini da sempre sono stati determinanti nella produzione del vino, che non ci si fa caso a volte quanto una persona può influenzare il risultato di un’annata, di una vendemmia. È per questo, che la degustazione con Stefano Amerighi non è tra quelle degustazioni che capitano tutti i giorni, va oltre, è nutrimento anche per lo spirito.

All’annata difficile ne segue una semplice, molto equilibrata: la 2015. Rosso rubino di media intensità. Pulito con note di marzapane, ciliegie, ferro, eucalipto, e poi dopo arriva il caffè. Molto armonioso e fresco. Sorso snello e di piacevole persistenza.

Ultima annata della Cortona Syrah Doc, è la 2016.

Rosso rubino di media intensità con riflessi porpora. La vivacità già si percepisce dall’esame olfattivo. Violette, anice, erbe spontanee ed eucalipto fanno da sfondo ad un sorso freschissimo, avvolgente e polposo. Elegante e di grande godibilità.

A seguire ci siamo spostati un po’ più in alto nel podere, all’apice della collina a Poggiobello di Farneta, dove i suoli sono di argille calcaree e le uve maturano sempre per ultime. Assaggiamo così, il suo Apice, prodotto solo nelle annate più interessanti. Raccolta manuale e pigiatura con i piedi, viene affinato per 24 mesi in cemento per l’80% e in tonneau per il 20%, poi seguono 2 anni e mezzo in bottiglia.

Syrah Apice Cortona Doc 2011

Rosso porpora profondo e cupo. Naso intenso e intrigante di prugna, more, eucalipto, anice, liquirizia e violette secche. Sorso dinamico, corposo ed elegante. Finale lungo.

Syrah Apice Cortona Doc 2014

Rosso rubino di media intensità. Profilo simile al Syrah classico: sentori di animale, terra ed eucalipto. Sorso fresco, concentrato dal finale lungo e lievemente amaro.

Syrah Apice Cortona Doc 2015

Il frutto è predominante, vivace. Accompagnato da un bouquet di rosa e geraneo. Poi arrivano sentori di marzapane ed erbe officinali. Eccellente corrispondenza gusto-olfattiva, bella freschezza. Sorso armonioso, intenso e persistente.

Syrah Apice Cortona Doc 2016 – anteprima

Frutta croccante e un po’ pungente. Ribes rossi e tani fiori. Fresco e leggermente astringente. Bisogna avere pazienza.

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